Get a PDF version of this webpage

Il menu della festa

Il menù della Sagra della Campagna è molto ricco e viene preparato, seguendo le ricette della tradizione romagnola, dalle mani esperte delle nostre massaie e dei cuochi locali.

  • minestre casalinghe

  • tipici strozzapreti con il “nodo”

  • polenta al ragù

  • bruschette

  • piadina con salsiccia o prosciutto

  • patate fritte

  • insalate e pomodori

  • agnello fritto dorato

  • spiedini di carne

  • braciole di castrato

  • salame ai ferri

  • pizza fritta

  • dolci della campagna

  • gelati

  • vino a volontà di ottima qualità

 

PIATTO NOVITA’ 2017 = Il Piatto della Castellina

La novità proposta per il 2017 è il “Piatto dell’amicizia” (o della “solidarietà”). Si tratta di un taglierino composto da diversi prodotti: affettati vari provenienti dalla zona di Norcia (quindi di aiuto all’economia delle zone terremotate) e prodotti tipici della Romagna: la ricottina di bufala della Samoggia, il pecorino delle nostre colline, il miele di Pieve Cesato, lo scalogno di Romagna, grissini e l’immancabile piadina.

Il piatto è stato chiamato “della Castellina” in onore della Villa-Palazzo dei Manfredi, qui ancora visibile sulla Via Accarisi, tristemente famosa per la cena della “frutta del mal orto”. Non a caso il taglierino su vengono serviti i prodotti è di forma ottogonale: riprende fedelmente la pianta del primo piano del Palazzo della Castellina.

 

BIS DI PRIMI … ANTICLERICALI = Solo nella serata finale di martedì2 maggio, per prepararsi fin da ora ai festeggiamenti dei sessant'anni della Sagra della campagna nel 2018, viene presentato il Bis anticlericale, un tandem tra due primi piatti della tradizione: gli immancabili strozzapreti col nodo della Pieve incontrano i più inusuali “ingannapreti”, riportando in auge (e nel piatto…) due capisaldi della tradizione gastronomica contadina.

Per il nome “strozzapreti” narra infatti la leggenda che un tempo i sacerdoti locali fossero noti tra i parrocchiani per il loro appetito particolarmente vorace: da qui l’augurio da parte delle classi più povere che, mangiando questa pasta, andasse loro di traverso. Ma l'anticlericalismo a tavola negli anni ha conosciuto anche strategie più raffinate, come gli ingannapreti, dalla foggia di tortellino ma “mentitori” perché senza ripieno: il prete usava presentarsi in casa dei suoi fedeli la domenica a pranzo e in quei tempi i contadini non se la
passavano bene…